Enna - Gastronomia

 


 

Enna è stata tra le città siciliane, quella più vicina alla realtà contadina. Infatti il rapporto che l'uomo teneva con la terra nel trascorrere delle stagioni, con le semine, le vendemmie e i raccolti, diventavano momenti importanti nella vita della comunità rurale e di conseguenza eventi da celebrare e festeggiare con dei rituali ritenuti allora pagani, e poi trasformatasi, in tempi più recenti, in feste cattoliche come quella di "S. Giuseppe".
Tipiche sono infatti le famose "tavolate di San Giuseppe", che sono veri e propri banchetti offerti da una o più famiglie per adempiere ad un voto fatto al santo.
Alle tavolate sono invitati di solito gli abitanti del rione ed eventuali ospiti di passaggio. Il menù è a base di "minestra di ceci", "pasta con finocchietto selvatico", "fritto di cardoni e di baccalà", "arancie a spicchi".In un angolo della camera viene allestito un piccolo altare, pieno di fiori e foglie con l'effigie di San Giuseppe.
Il tipo di legume più diffuso in Sicilia è la fava. Da quella secca si ricava forse la più apprezzata minestra siciliana, il "maccu", il maccu di fave ad Enna viene condito col finocchio selvatico. Una delle specialità dell' Ennese sono "le frittate con verdure" mentre per le carni sicuramente "il castrato" primeggia assieme "al maiale ed al coniglio".
In alcune zone si mangia anche la volpe, ma per il suo gusto selvaggio e forte, si rende necessario tenerla per tre giorni in acqua continuamente rinnovata, prima di cucinarla.

 
Vi ricordo adesso alcune ricette ennesi:
 

"Guastedde ennesi"
"Spaghetti con aglio e olio"
"Frascatela"
"Coniglio ad agrodolce"
"Pane fritto con l'uovo"
"Buccellati"

 
 

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