Pantelleria

L'isola di Pantelleria è situata a 70 Km dalla costa africana e ad 85 Km dalla
Sicilia. Ha 8.500 abitanti, i centri urbani sono: Pantelleria, Kamma, Scauri,
Tracino, Rekali, Sibà, Buccuram, San Vito, Grazia, Campobello e Bugeber. L'isola
è costituita esclusivamente da rocce vulcaniche. Da ricordare che l'isola è
munita d'aereoporto. Il mare attrae a Pantelleria gli amanti della pesca
subacquea ed i fotosub per l'abbondanza di pesce e la bellezza dei fondali,
mentre i bagnanti di tutte le età possono godere la limpida purezza spesso
intiepidita da sorgenti calde sottomarine.
Cenni Storici
La movimentata storia dell' isola di Pantelleria è dovuta all' importanza
della sua posizione geografica ed è strettamente collegata al mare. Infatti,
proprio dal mare circa 10.000 anni fa, arrivò il popolo dei Sesioti, per
estrarre l'ossidiana che è quella pietra nera e lucida considerata l'oro della
preistoria. Questo popolo lasciò tracce molto importanti nella zona di Mursia,
ricordiamo, infatti, il "Muro Alto" che è il più grande muro preistorico del
Mediterraneo finora scoperto, il "Villaggio" e soprattutto quei particolari
monumenti funebri chiamati "Sesi". Intorno al IX secolo a.C. arrivarono
sull'isola i Fenici che la chiamarono "Yranim" e poi "Cossyra", fu questo il
periodo d'oro di Pantelleria. L'introduzione della vite coltivata ad alberello,
le fortificazioni e la strategica Acropoli in località San Marco, le numerose
monete coniate nell'isola con l'effigie della dea Tanit, le cisterne a campana,
i santuari del lago Specchio di Venere e di Bugeber, il porto e il primo nucleo
del castello, sono solo alcuni esempi delle opere fenicie-puniche sparse su
tutto il territorio. Seguirono poi i Romani che migliorarono le difese militari
dell'isola. Poi arrivarono i Bizantini che abbellirono di mosaici le abitazioni
e nel 700 d.C. gli Arabi. La dominazione araba durò fino al 1200 e sono stati
notevoli i prodotti di quella cultura. Ricordiamo "i dammusi" (dall'arabo damus:
edificio a volta), che sono costruzioni particolari in blocchi di pietra lavica
con il tetto a cupola. Gli Arabi inoltre introdussero la coltura del cotone e
dell' ulivo, migliorarono la produzione dell'uva zibibbo e, ancora,
fortificarono la "Medina di Pantelleria", attorno al Castello detto di
Barbacane. Gli Arabi chiamarono l'isola "al-Quasayra" (la piccola), ed in
seguito "Bent-el-Rion" (figlia del vento). Poi arrivarono i Normanni cui
succedettero gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi e i Borboni. Nel 1860
l'isola fu annessa al Regno d'Italia.
Gastronomia
La gastronomia pantesca risente dell'influenza dei vari popoli che hanno
dominato l'isola. Da provare i delicati "Ravioli amari", ripieni di ricotta e
foglie di menta ed il profumato "Pesto pantesco", che è un condimento a base di
pomodoro crudo, olio d'oliva, aglio, basilico e peperoncino, usato
indifferentemente per condire le paste o accompagnare i pesci arrostiti o le
carni lessate. Dalla vicina Africa arriva "il Couscous di pesce", che viene
sempre accompagnato da una varietà di verdure e legumi, ed in genere servito
come piatto unico. Ricordiamo ancora "la Sciakisciuka" che è una caponata calda
di verdure, "la Cuccurummà" con le saporitissime zucchine locali. I famosi
Capperi si trovano soprattutto nelle fantasiose insalate che con la "Tumma" che
è il fresco formaggio locale, e il profumato origano danno un tocco particolare
a tutta la cucina pantesca. I pesci vengono cucinati sempre in modo semplice,
sulla griglia, al forno oppure in gustosissime zuppe. Dall'oriente proviene il
tradizionale dolce pasquale, chiamato "il Cannateddro". Invece dalla tradizione
araba provengono "i Mustazzola", costituiti da una semplice sfoglia ripiena di
un impasto di semola, miele o vino cotto, cannella, scorza d'arancia candita ed
altre spezie. Da gustare anche, "i Ravioli", che sono dei dolci ripieni di
ricotta zuccherata e cannella, "gli Sfinci", che sono una specie di frittelle
ricoperte di miele, "i Cassateddri" e "i Pasticciotti". Tra i Vini primeggia "il
Tanit", che è un vino passito liquoroso a denominazione d'origine controllata,
"il Solimano" spumante D.O.C., ma non sono da dimenticare i rossi di Scauri o i
bianchi secchi prodotti dalle aziende vinicole dell'isola.
Ricordiamo anche il "Passito di Pantelleria"

TOUR FOTOGRAFICO