Segesta

Sorge su un colle da cui si gode un vasto e magnifico panorama, è un paese di
miti e di storia, viventi nella maestosità del suo grandioso "Tempio" e del suo
"Teatro Greco", che sono monumenti archeologici di straordinario interesse e di
grandissimo fascino.
Cenni storici
Dalla fondazione, l'ascesa di Segesta é continua fino al IV secolo,
giungendo a manifestare la sua ricchezza con la costruzione dei templi extra
urbani. All'acme della sua potenza, nel V sec., giunse ad avere un ruolo di
città inserita nella politica mediterranea di Atene e Cartagine, ed é in tale
occasione che diventa oggetto di attenzione degli storici.Segesta fu alleata di
Atene fin dal 458, con uno stratagemma sollecitò quella spedizione in Sicilia
del 415 a.C. che poi si rivelò disastrosa per la città antica.
Subito dopo la disfatta ateniese si consegnò a Cartagine, che nel 409 a.C.
distrusse la storica rivale Selinunte, il cui contrasto secolare con Segesta
aveva caratterizzato le vicende della Sicilia occidentale già dalla metà del IV
secolo. Il IV secolo e la prima metà del III, sono segnati da molteplici
ribellioni al dominio cartaginese. Oltre ad un'imprecisabile distruzione della
città ad opera dei Cartaginesi.
Venne poi coinvolta nel conflitto del 335 con Timoleonte, risoltosi nella
battaglia del fiume Krimisos. Fu poi distrutta da Agatocle cui si era alleata
nel 307, dopo esser passata con Pirro nel 278, fu finalmente con il passaggio ai
Romani nel 260 a.C. in occasione della prima guerra punica, che Segesta poté
definitivamente riscattarsi dal dominio cartaginese.
Fu finalmente città libera e immune ed ebbe assegnati vasti territori, tra cui
forse, anche quello di Erice; ebbe così un nuovo periodo di prosperità almeno
fino al I sec. d.C. Segesta conosce un'ultima fase di occupazione in età
normanno-sveva, attestata dai resti archeologici finora portati alla luce. Tali
ritrovamenti documentano un esteso centro urbano abitato, almeno nelle ultime
fasi, da quegli arabo-mussulmani ribelli al potere regio che vennero combattuti
e sconfitti da Federico II. Nel 1442 la piccola chiesa votata a S. Leone a pochi
passi dal teatro, fu fatta edificare da abitanti di Calatafimi.
Nella metà del cinquecento, sarà Fazello a riscoprire Segesta; mentre il primo
intervento accertato in età moderna é il restauro del tempio promosso nel 1781
da Ferdinando di Borbone.
Ecco la piantina di Segesta:
